A cura di Maguy Cordella
GEOGRAFIE INVISIBILI
Dove la moda respira tra luoghi, visioni e rinascite ci sono luoghi che non compaiono sulle grandi mappe della moda. Città di confine, strade silenziose, laboratori nascosti, vite che scorrono lontano dai riflettori di Milano, Parigi, Londra o New York. Eppure è proprio lì che, oggi, qualcosa sta accadendo. Una nuova generazione creativa sta prendendo forma in territori spesso considerati periferici, ma che custodiscono una ricchezza umana, culturale e artistica straordinaria. Una moda meno costruita sull’apparenza e più vicina alle persone, alle storie, alle trasformazioni interiori.
SFI di Dea Semadeni
Designer: Dea Semadeni
Modella: Nastya Kucheteenko
Location: Swiss Diamond Hôtel la Romantica
(Melodie) Svizzera
Fotografo: Franz Von Bueren
Da questa visione nasce SFI – Award Emerging Designer Basel 2026, progetto ideato da Swiss Fashion Impulse, co-fondato da Andrea Civino, Dea Seamdeni e Margaretha Cordella, in collaborazione con la Scuola di Moda di Lugano e sotto la direzione creativa di Dea Semadeni, che ha preso il via il 25 Giugno a Basilea presso il Bottmingen Schloss. Non un semplice concorso. Ma un movimento culturale e umano. Un progetto che vuole ridefinire la geografia della moda contemporanea, creando connessioni tra territori, percorsi di vita e nuove possibilità creative.
Mulhouse, Saint-Louis, Basilea, Lugano, Torino, Bologna, Lecce. Luoghi apparentemente lontani dal centro del sistema moda, ma capaci di diventare nuove coordinate creative europee. Perché la moda non nasce soltanto nelle capitali. Nasce ovunque qualcuno abbia ancora il coraggio di immaginare.
LE PERSONE PRIMA
DEI RUOLI
La forza di questo progetto non risiede soltanto negli abiti o nelle immagini, ma nelle persone. Persone che arrivano da mondi differenti e che, attraverso la moda, cercano uno spazio di espressione autentica.
C’è Yanou, giovane designer ancora alla ricerca della propria identità, fragile e potente allo stesso tempo, simbolo di una generazione che vuole creare senza rinunciare alla responsabilità ambientale.
C’è Domenica Costa, che dopo un percorso professionale in un altro settore sceglie di ricominciare, dimostrando che la creatività può rinascere anche dopo le deviazioni della vita.
C’è Ella, designer autodidatta, testimonianza concreta che il talento non ha bisogno di percorsi prestabiliti per esistere.
E poi ci sono tutti quei ruoli spesso invisibili ma fondamentali: Lucrezia, che attraverso lo styling costruisce identità visive; Francesca, che con la fotografia trasforma le emozioni in memoria; Franz von Büren, che dopo anni nel mondo della fotografia e della curatela d’immagine sceglie di iniziare un nuovo capitolo nella moda grazie a Swiss Fashion Impulse.
Accanto a loro emergono anche storie ancora più silenziose e per questo profondamente necessarie.
Roberto, infermiere in una casa anziani, che vive la moda come forma di sensibilità e umanità.
Laura, che osserva il rapporto autentico tra persone e abbigliamento lavorando ogni giorno in un negozio di jeans.
Sofia, impiegata nel settore bancario, che sogna di creare un brand dedicato al tennis.
Martina, che unisce informatica e cucito in una visione contemporanea fatta di precisione e manualità.
Ilaria, circondata ogni giorno da stoffe e materiali, che sogna di trasformare la materia in linguaggio creativo.
Sono percorsi diversi. E proprio per questo autentici.
Accademia: Scuola Moda Di Lugano
Modella: Nastia Kucheteenko
Location: Swiss Diamond Hôtel La Romantica (Melide)
Fotografo: Franz Von Bueren
Fashion stylling : Lucrezia Carbonero
Direttrice artistica : Dea Semadeni
Allievi che hanno partecipato : Sofia, Martina, Roberto, Yanou, Ilaria
La sostenibilità come coscienza, non come tendenza
Il tema centrale assegnato da Dea Semadeni – ecosostenibilità e libertà di espressione – viene interpretato non come esercizio estetico, ma come presa di coscienza.
Qui la sostenibilità non è marketing. È scelta. È responsabilità. È rispetto del tempo, delle persone, dei materiali e delle identità. Ogni progetto racconta un modo diverso di abitare la moda contemporanea.
La scelta di collaborare con Rovescio Magazine non nasce casualmente. Swiss Fashion Impulse ha riconosciuto in Paola e nel suo team una sensibilità editoriale capace di andare oltre la superficie della moda. Rovescio Magazine non racconta soltanto immagini. Racconta percorsi umani, ricerca artistica, identità e trasformazioni. Ed è proprio questa visione che ha creato una connessione naturale con il progetto SFI.
La loro presenza durante il progetto editoriale del 12 maggio e successivamente durante la sfilata finale rappresenta l’inizio di un dialogo creativo che guarda già oltre Basilea. Perché la moda, quando incontra i territori, smette di essere soltanto industria e torna ad essere cultura.
SFI di Atelier Jeliel
Designer: Atelier Jeliel
Modella: Nastya Kucheteenko
Location: Swiss Diamond Hôtel la Romantica
(Melodie) Svizzera
Fotografo: Franz Von Bueren
Una nuova geografia della moda
Swiss Fashion Impulse nasce con una convinzione semplice ma radicale: la moda non appartiene a pochi luoghi privilegiati. Appartiene a chi crea. A chi ricomincia. A chi sperimenta. A chi sogna anche lontano dai grandi centri. Appartiene alle geografie invisibili.
L’idea condivisa è quella di costruire in futuro nuove connessioni artistiche e culturali anche nel Sud Italia, immaginando un prossimo evento a Lecce, città simbolo di luce, artigianato e contaminazione mediterranea. Ed è forse proprio lì, lontano dal rumore, che oggi la moda sta ritrovando la sua voce più autentica.
Swiss Fashion Impulse
Association de Mode Suisse
Hagenthalerstr 34b
4124 Schönenbuch (Switzerland)
Tel. +33 6 79 44 51 11
Tel. +41 79 902 51 58
Email: info@swissfashionimpulse.com
Web: www.swissfashionimpulse.com
Instagram: @swissfashionimpulse











