Il linguaggio visivo di Valerio Villani: segni spontanei, memorie e visioni che si trasformano in storie senza tempo.
VALERIO VILLANI – visual artist

Valerio Villani nasce a Roma, dove dimostra fin da bambino una spiccata predisposizione per il disegno. Grazie alla madre, insegnante di scuola materna e pittrice per passione, si avvicina al mondo dell’arte iniziando a dipingere. Dopo il diploma come Grafico Pubblicitario, collabora con alcune agenzie pubblicitarie della Capitale e frequenta corsi di tecniche pittoriche, tra cui olio e acquerello. Dal 1998 si trasferisce a Viterbo, dove consegue il Diploma di Laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” e, successivamente, la Laurea Magistrale in Computer Design. Ha studiato con numerosi maestri tra cui Alessio Paternesi, Raffaele Simongini, Alessandra Cigala, David Christiana, Anna Forlati, Alicia Baladan, Marco Somà e Felicita Sala. Il suo percorso artistico è arricchito da numerosi riconoscimenti: nel 2017 ottiene il secondo posto al Premio Basilio Cascella LXI con l’opera Mirror e l’anno successivo è nuovamente finalista con Alfa&Omega. Sempre nel 2017 figura tra i 24 finalisti del Premio Enegan-Art con Rinascita. Nel 2019 vince il Premio Palladio per la sezione pittura all’International Portraits Exhibition. Alcuni suoi lavori sono presenti nella collezione di disegni e stampe di Vittorio Sgarbi (archiviazioni P0126 e P0127). Nel 2020 frequenta il corso Entry-Level di Illustrazione presso Ars in Fabula (Macerata) e, nello stesso anno, è finalista al 2° Premio Arte Contemporanea Don Sante Montanaro. Nel 2021 è tra gli artisti invitati alla mostra Geni Comuni a Rende (CS). Un suo lavoro della serie Visionarie è incluso nell’Annual AI 2022, mentre nel 2023 viene selezionato nello stesso Annual con tre opere. La sua attività comprende anche l’editoria: nel 2023 illustra per Chiaredizioni i libri I vestiti nuovi dell’Imperatore di Hans Christian Andersen e Pinocchio. In self-publishing realizza Libertà, un progetto che intreccia poesie di Federico García Lorca con sue illustrazioni e concept visivo. Le sue opere sono state presentate in riviste internazionali come Average Art, Art Hole e Contemporary Visual Art Zine (CVA, issue #6, febbraio 2018). Ha inoltre preso parte a esposizioni in contesti nazionali e internazionali, tra cui la Libreria Bocca di Milano (2023), una collettiva a Zurigo organizzata da Galerie Calabrò (gennaio 2024), la rassegna Geni Comuni a Rende (settembre 2024) e la mostra Eco dell’invisibile presso EX STAC di Catanzaro (settembre 2024), curata da Eva Fruci con nota critica del Dott. Bagnato. A novembre 2024 è prevista l’uscita del libro Parlando con… Luigi Tenco, di cui è autore e illustratore, edito da Balzano Editore.
<<Ogni mia storia comincia con un segno di matita. La realtà lascia fogli di inconscio da raccontare, così nasce il mio daily journal. Schegge, frammenti di memoria, sensazioni che diventano altro. Non ci sono confini nei mondi che creo. Ogni mondo racconta tante storie diverse, storie senza tempo. Visionarie… L’idea diventa forma, diventa colore, diventa immagine. Energia, gestualità, istinto creano frammenti creano storie. Il mio linguaggio è sincero, gestuale, vivo. Non ci sono correzioni e il gesto diventa segno>>.
<<Il mio linguaggio sincero e spontaneo ha trovato spazio negli albi illustrati e nel mondo dell’editoria. “I vestiti nuovi dell’Imperatore” e “Pinocchio” ora sono in libreria e vi aspettano. La figura umana, sia maschile che femminile, continua ad essere per me una fonte di ispirazione importante. Sono le sensazioni, i sentimenti profondi e le angosce proprie dell’essere umano ad ispirare le immagini surreali ed evocative che appartengono al mio linguaggio pittorico>>.

Guardare i lavori di Valerio Villani significa entrare in una dimensione in cui il segno non è mai casuale, ma neppure programmato. È gesto puro, istinto che si fa racconto. Le sue illustrazioni nascono come appunti di un diario interiore: schegge di memoria, impressioni fugaci, emozioni che prendono corpo e diventano mondi.
Nei suoi lavori non ci sono confini netti. Ogni immagine contiene in sé più storie, pronte ad aprirsi a chi le osserva. C’è un senso di urgenza, quasi fisica, nel tratto: linee vive, mai addomesticate, che rivelano una visione personale e sincera. Non a caso Villani stesso parla del suo lavoro come di un “daily journal”, un flusso continuo in cui realtà e immaginazione si contaminano senza soluzione di continuità.
Questa immediatezza non si traduce mai in improvvisazione: al contrario, diventa un linguaggio coerente che gli permette di attraversare ambiti diversi, dall’illustrazione editoriale all’arte contemporanea. Le sue opere abitano sia le pagine di libri illustrati che gli spazi espositivi, confermando la doppia natura del suo lavoro: intimo e universale, personale e collettivo.

Le serie come Visionarie raccontano con chiarezza la sua urgenza di tradurre sensazioni in forme, di trasformare il gesto in immagine. È un’arte che non chiede di essere interpretata in modo univoco, ma di essere vissuta: frammenti che si aprono, suggestioni che si moltiplicano.
In un’epoca in cui l’immagine rischia di ridursi a superficie, Villani riafferma il valore del segno come atto vitale. Ogni illustrazione diventa allora un varco, un invito a perdersi e ritrovarsi dentro la forza semplice e radicale del disegno.
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Il suo segno è puro istinto e visione, capace di trasformare frammenti in mondi e memorie in storie senza tempo. Attraversa l’editoria e l’arte mantenendo una voce autentica e indipendente. Il suo lavoro riflette l’identità di Rovescio: dare spazio a linguaggi sinceri, visionari e capaci di ribaltare lo sguardo.


