03 – Dentro la musica

OGNI ARTISTA INIZIA CON UN SUSSURRO.

NOI ABBIAMO DECISO DI ASCOLTARLO.


IOLE


Rovescio Magazine: Quando hai iniziato il tuo percorso musicale?
Iole: Avevo 12 anni, la prima volta sul palco era la festa patronale del mio paese. Quei primi momenti mi hanno formato e dato la forza per continuare.

RM: Hai fatto una pausa dalla musica per dedicarti alla scrittura. Come è stato quel momento?
Iole: Il silenzio è stato fondamentale. Ho iniziato a scrivere storie vere, mie e degli altri, per dare voce a chi non ce l’ha.

RM: Nel 2023 hai pubblicato l’EP Luce con la produzione di tuo fratello. Com’è lavorare insieme?
Iole: Il nostro legame è speciale, fatto di emozioni forti e condivise. Non abbiamo mai dovuto trovare un linguaggio comune, siamo fatti delle stesse cose.

RM: Nel progetto Ammor Over usi il napoletano. Perché questa scelta?
Iole: Non torno alle radici, rinasco. Scrivere in dialetto è stato naturale per esprimere emozioni profonde che in italiano non riuscivo a dire.

RM: Hai esplorato diversi generi musicali. Come scegli la forma giusta per raccontarti?
Iole: Non voglio limitarmi. La musica è uno spazio aperto per sperimentare e raccontare molto di me. Con il team giusto riesco a farlo davvero.

RM: La musica è anche il tuo rifugio. Come trasformi le tue fragilità in forza?
Iole: Ogni giorno porto con me insoddisfazioni e difficoltà, soprattutto da chi viene dalla provincia. Sto imparando a vivere il processo creativo senza inseguire fama o successo, ma con credibilità e perseveranza.



“Soñando Contigo Remix” Visual Project per Iole


YAMAS


Rovescio Magazine: Il tuo nome d’arte, Yamas, è un brindisi. Cosa festeggi anche nei giorni difficili?
Yamas: Festeggio il fatto di essere ancora qui, di respirare, di rialzarmi. È un grazie alla vita, un sorriso tra le lacrime.

RM: Hai definito la musica “un atto di resistenza”. Resistenza a cosa?
Yamas: Alla superficialità, al rumore che copre i veri sentimenti, alla pressione della società che vuole spegnerci. La musica è il mio modo per restare umano e vero.

RM: Quanto è difficile mostrare emozioni scomode sul palco?
Yamas: È come spogliarsi davanti a sconosciuti senza togliersi i vestiti. Fa paura, ma è l’unico modo per essere autentico. Se una persona si riconosce, vale la pena.

RM: De André è un punto di riferimento per te. Cosa ti ha insegnato?
Yamas: La fedeltà è un prurito che non si può grattare, un invito a disobbedire alle regole imposte e a essere fedeli a se stessi.

RM: Se il tuo primo progetto solista fosse un colore o un odore, quale sarebbe?
Yamas: Blu notte e profumo di terra bagnata dopo il temporale: vulnerabile, vivo, pronto a ricominciare.

RM: Cosa significa “lasciare un segno” per te?
Yamas: Rallentare, fermarsi, lasciare un’emozione vera nell’anima di qualcuno, anche solo per un attimo.

RM: Che rapporto hai con il silenzio prima di creare una canzone?
Yamas: È alleato e nemico, un vuoto che pulsa. Dal silenzio nasce la musica che parla.

RM: Hai già vissuto il sogno di toccare una persona con la tua musica?
Yamas: Sì, una volta una ragazza mi ha detto che la mia voce l’ha salvata da un pensiero buio. Per me è più importante di qualsiasi successo.

Yamas vola alle finali nazionali del Sanremo Rock Festival


DDUMA


Rovescio Magazine: Cosa rappresentano per te le radici salentine ora che vivi a Milano?
DDUMA: Milano mi ha dato libertà di esprimermi, ma ho riscoperto con nostalgia le mie radici: il dialetto, il ritmo lento, il contatto con la natura. Vivo tra due mondi, e da questo equilibrio nasce il mio progetto.

RM: Usi il dialetto nella musica? Che valore ha?
DDUMA: Il dialetto mi permette di giocare con la voce e di esprimere emozioni più profonde e sfumate. Non è una scelta calcolata, ma un modo spontaneo di fare musica.

RM: Come ha influenzato la danza il tuo modo di fare musica?
DDUMA: La danza mi ha abituata a molta musica classica, influenzando la mia sensibilità e la composizione. I primi brani erano strumentali, con pianoforte e violino.

RM: Come vivi il corpo in scena?
DDUMA: Preferisco movimenti spontanei, non studiati come nella danza. Mi emozionano le performance autentiche.

RM: Il tuo suono è “oscuro e sognante”. Come bilanci queste due anime?
DDUMA: L’oscurità è nei testi e nelle armonie, il sognante nei timbri e nelle melodie. Seguo le sensazioni senza forzare.

RM: Se il tuo suono fosse un colore o una materia?
DDUMA: Bianco, turchese e nero. La materia è la sabbia, delicata e forte insieme.

RM: C’è stato un momento decisivo per il progetto?
DDUMA: Sì, il concerto dei The Smile a Taranto mi ha liberata dalla paura del giudizio e spinta a seguire la mia natura.

RM: Perché DDUMA?
DDUMA: È una parola salentina che significa “accendere”. Rappresenta la forza di partire da qualcosa di piccolo per cambiare.


DIMAGGIO


Rovescio Magazine: Il tuo nome d’arte, Dimaggio, cosa rappresenta oggi per te?
Dimaggio: Rappresenta le mie conquiste e le insicurezze superate; è una spinta a migliorarmi sempre.

Rovescio Magazine: La tua musica mescola malinconia, ironia e un linguaggio diretto. Quando hai sentito che questo era il tuo modo di raccontarti?
Dimaggio: È nato naturalmente, fin da bambino scrivo per sfogarmi; musica e parole si sono fuse spontaneamente.

Rovescio Magazine: Da dove parte l’ispirazione delle tue canzoni?
Dimaggio: Nascono dalla pancia, da un bisogno irrazionale di chiarire qualcosa.

Rovescio Magazine: Com’è nato il tuo EP A me non serve niente?
Dimaggio: È stato un traguardo raggiunto con la mia squadra, frutto di mesi di lavoro duro e crescita.

Rovescio Magazine: Il video Le nonne e le chiese è arrivato su MTV Music. Come ti sei sentito?
Dimaggio: Essere capito è fondamentale; è stata una boccata d’aria fresca tra le ansie di chi fa musica originale.

Rovescio Magazine: Quanto conta per te la musica nei contesti queer e LGBTQIA+?
Dimaggio: È uno strumento di riconoscimento e serenità, fondamentale per sentirsi legittimati a esistere.

Rovescio Magazine: Come mantieni la fedeltà alla tua scrittura in un panorama dominato dall’immagine?
Dimaggio: Cerco di allineare scrittura e immagine per rendere il mio lavoro coerente e completo.

Rovescio Magazine: Quali sono i tuoi sogni per il futuro?
Dimaggio: Voglio soddisfazione personale e amore, restare connesso a me stesso e alle persone che amo.



↓DOWNLOAD ISSUE 03 HERE↓