published by Paola Carbone
OGNI ARTISTA INIZIA CON UN SUSSURRO.
NOI ABBIAMO DECISO DI ASCOLTARLO.
Quattro artisti raccontano il proprio universo sonoro, affiancati da un progetto visivo che esplora il legame tra immagine e suono.
IOLE

Fin da bambina, Iole coltiva la passione per la musica grazie al sostegno del padre. Dopo le prime esibizioni e partecipazioni a talent come Io Canto (2011), XFactor Romania (2016) e Amici di Maria De Filippi (2016), ritrova la sua voce attraverso la scrittura, pubblicando brani personali. Nel 2022 firma con Honiro – One Shot Game e nel 2023 presenta il primo EP Luce. Partecipa a Una Voce per San Marino con Sul Tetto del Mondo e nel 2024 esplora sonorità club con Sonando Contigo Remix e Non Ti Sento Dentro. Nel 2025 lancia AMMOR OVER, singolo ispirato alle sue radici napoletane. Per Iole, la musica è rifugio e trasformazione: un mezzo per convertire paure e fragilità in energia positiva.
Estratto intervista a Iole: musica, radici e fragilità trasformate in forza
Rovescio Magazine: Quando hai iniziato il tuo percorso musicale?
Iole: Avevo 12 anni, la prima volta sul palco era la festa patronale del mio paese. Quei primi momenti mi hanno formato e dato la forza per continuare.
RM: Hai fatto una pausa dalla musica per dedicarti alla scrittura. Come è stato quel momento?
Iole: Il silenzio è stato fondamentale. Ho iniziato a scrivere storie vere, mie e degli altri, per dare voce a chi non ce l’ha.
RM: Nel 2023 hai pubblicato l’EP Luce con la produzione di tuo fratello. Com’è lavorare insieme?
Iole: Il nostro legame è speciale, fatto di emozioni forti e condivise. Non abbiamo mai dovuto trovare un linguaggio comune, siamo fatti delle stesse cose.
RM: Nel progetto Ammor Over usi il napoletano. Perché questa scelta?
Iole: Non torno alle radici, rinasco. Scrivere in dialetto è stato naturale per esprimere emozioni profonde che in italiano non riuscivo a dire.
RM: Hai esplorato diversi generi musicali. Come scegli la forma giusta per raccontarti?
Iole: Non voglio limitarmi. La musica è uno spazio aperto per sperimentare e raccontare molto di me. Con il team giusto riesco a farlo davvero.
RM: La musica è anche il tuo rifugio. Come trasformi le tue fragilità in forza?
Iole: Ogni giorno porto con me insoddisfazioni e difficoltà, soprattutto da chi viene dalla provincia. Sto imparando a vivere il processo creativo senza inseguire fama o successo, ma con credibilità e perseveranza.
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ROSA PIA CRISTIANO

Rosa Pia Cristiano, 22 anni, è una giovane creativa napoletana laureata in Design per la Comunità. Fin dal liceo ha coltivato una forte sensibilità visiva che l’ha portata ad avvicinarsi anche alla fotografia, diventando fotografa e art director autodidatta. Collabora soprattutto con artisti emergenti della scena musicale napoletana, unendo design e fotografia in un linguaggio personale e contemporaneo. Continua a sperimentare nuovi approcci visivi, esprimendo così una visione autentica e originale.
“Soñando Contigo Remix” Visual Project per Iole
a cura di Rosa Pia Cristiano
Per il brano Soñando Contigo Remix della cantautrice Iole, Rosa Pia Cristiano ha curato l’intero concept visivo del progetto, realizzando la copertina ufficiale e lo shooting fotografico dedicato alla comunicazione visiva. In qualità di fotografa e art director, ha sviluppato un’estetica coerente con le atmosfere del remix, traducendo in immagini il mood sonoro e l’identità dell’artista. Il risultato è un progetto visivo che fonde stile, intensità e coerenza narrativa, valorizzando il brano anche attraverso la forza dell’immagine.
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YAMAS

Yamas è un artista salentino per cui la musica è un linguaggio profondo e terapeutico, nato dall’esigenza di esprimere emozioni che le parole da sole non bastavano a raccontare. Il suo stile spazia dal rock alla world music, contaminando generi con autenticità e poesia. Influenzato da Fabrizio De André, scrive canzoni nate da emozioni intense e vere. Il suo nome, “Yamas” (brindisi greco), rappresenta la sua forza di rialzarsi sempre. Attualmente lavora al suo primo progetto solista e sogna di vivere di musica, portando la sua arte e verità in giro per il mondo.
Estratto intervista a Yamas: il silenzio, la voce e il segno che lascia nell’anima
Rovescio Magazine: Il tuo nome d’arte, Yamas, è un brindisi. Cosa festeggi anche nei giorni difficili?
Yamas: Festeggio il fatto di essere ancora qui, di respirare, di rialzarmi. È un grazie alla vita, un sorriso tra le lacrime.
RM: Hai definito la musica “un atto di resistenza”. Resistenza a cosa?
Yamas: Alla superficialità, al rumore che copre i veri sentimenti, alla pressione della società che vuole spegnerci. La musica è il mio modo per restare umano e vero.
RM: Quanto è difficile mostrare emozioni scomode sul palco?
Yamas: È come spogliarsi davanti a sconosciuti senza togliersi i vestiti. Fa paura, ma è l’unico modo per essere autentico. Se una persona si riconosce, vale la pena.
RM: De André è un punto di riferimento per te. Cosa ti ha insegnato?
Yamas: La fedeltà è un prurito che non si può grattare, un invito a disobbedire alle regole imposte e a essere fedeli a se stessi.
RM: Se il tuo primo progetto solista fosse un colore o un odore, quale sarebbe?
Yamas: Blu notte e profumo di terra bagnata dopo il temporale: vulnerabile, vivo, pronto a ricominciare.
RM: Cosa significa “lasciare un segno” per te?
Yamas: Rallentare, fermarsi, lasciare un’emozione vera nell’anima di qualcuno, anche solo per un attimo.
RM: Che rapporto hai con il silenzio prima di creare una canzone?
Yamas: È alleato e nemico, un vuoto che pulsa. Dal silenzio nasce la musica che parla.
RM: Hai già vissuto il sogno di toccare una persona con la tua musica?
Yamas: Sì, una volta una ragazza mi ha detto che la mia voce l’ha salvata da un pensiero buio. Per me è più importante di qualsiasi successo.
Yamas vola alle finali nazionali del Sanremo Rock Festival
Dopo aver conquistato pubblico e giuria nelle selezioni regionali del Sud Italia, Yamas si prepara a portare la sua musica al Teatro Ariston di Sanremo. L’appuntamento è il 13 settembre per le finali nazionali, dove darà il meglio sul prestigioso palco del festival.
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DDUMA

Chiara Pizzi, in arte DDUMA, è una cantautrice e autrice salentina con sede a Milano dal 2020. Studia danza per molti anni prima di avvicinarsi al mondo della musica. Durante il suo percorso ha la fortuna di avere anche le sue prime esperienze in studio come autrice. Nell’ultimo anno si concentra totalmente sul suo progetto artistico, immergendosi nel suono delle sue origini geografiche e linguistiche e cercando un mondo che rispecchi la sua introspezione e le sue influenze più profonde che si muovono tra l’oscuro e il sognante. Pubblica il suo primo singolo per la rassegna Sale Grosso di Maciste Dischi. Attualmente lavora al suo esordio discografico con la produzione di Machweo e il team creativo di Ad Astra Dischi.
Estratto intervista a DDUMA: radici salentine e nuovi orizzonti, il viaggio sonoro tra Milano e il Salento
Rovescio Magazine: Cosa rappresentano per te le radici salentine ora che vivi a Milano?
DDUMA: Milano mi ha dato libertà di esprimermi, ma ho riscoperto con nostalgia le mie radici: il dialetto, il ritmo lento, il contatto con la natura. Vivo tra due mondi, e da questo equilibrio nasce il mio progetto.
RM: Usi il dialetto nella musica? Che valore ha?
DDUMA: Il dialetto mi permette di giocare con la voce e di esprimere emozioni più profonde e sfumate. Non è una scelta calcolata, ma un modo spontaneo di fare musica.
RM: Come ha influenzato la danza il tuo modo di fare musica?
DDUMA: La danza mi ha abituata a molta musica classica, influenzando la mia sensibilità e la composizione. I primi brani erano strumentali, con pianoforte e violino.
RM: Come vivi il corpo in scena?
DDUMA: Preferisco movimenti spontanei, non studiati come nella danza. Mi emozionano le performance autentiche.
RM: Il tuo suono è “oscuro e sognante”. Come bilanci queste due anime?
DDUMA: L’oscurità è nei testi e nelle armonie, il sognante nei timbri e nelle melodie. Seguo le sensazioni senza forzare.
RM: Se il tuo suono fosse un colore o una materia?
DDUMA: Bianco, turchese e nero. La materia è la sabbia, delicata e forte insieme.
RM: C’è stato un momento decisivo per il progetto?
DDUMA: Sì, il concerto dei The Smile a Taranto mi ha liberata dalla paura del giudizio e spinta a seguire la mia natura.
RM: Perché DDUMA?
DDUMA: È una parola salentina che significa “accendere”. Rappresenta la forza di partire da qualcosa di piccolo per cambiare.
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DIMAGGIO

Dimaggio (Riccardo Roma) è un cantautore leccese nato nel 2003, oggi a Milano per studiare canto al Conservatorio di Bergamo. La sua musica mescola malinconia e ironia con testi diretti che esplorano emozioni complesse. Il nome d’arte Dimaggio riflette un bisogno di rinascita e leggerezza. Ha partecipato a diversi contest in Puglia, facendo emergere la sua scrittura sincera e uno stile personale. Tra il 2022 e il 2024 ha pubblicato vari singoli, consolidando la sua identità artistica. Attivo nelle scene queer e LGBTQIA+, porta la sua musica in eventi come Salento Pride, Milano Pride e Roma Pride, raccontando amori e fragilità con una “politica gentile” e senza forzare narrazioni. Nel 2024 apre concerti di artisti importanti e si esibisce davanti a migliaia di persone alla Focara di Novoli. L’8 novembre 2024 esce il suo EP di debutto A me non serve niente, accolto positivamente da pubblico e critica e presentato in diverse trasmissioni Rai e radio nazionali. Il videoclip del singolo Le nonne e le chiese è stato scelto da MTV Music per la TOP 10. Nel 2025 raggiunge le semifinali al Premio Buscaglione e la finale a Music for Change. Il 29 maggio 2025 pubblica il singolo Uomo di vetro con relativo videoclip.
Estratto intervista a Dimaggio: identità, musica e autenticità
Rovescio Magazine: Il tuo nome d’arte, Dimaggio, cosa rappresenta oggi per te?
Dimaggio: Rappresenta le mie conquiste e le insicurezze superate; è una spinta a migliorarmi sempre.
Rovescio Magazine: La tua musica mescola malinconia, ironia e un linguaggio diretto. Quando hai sentito che questo era il tuo modo di raccontarti?
Dimaggio: È nato naturalmente, fin da bambino scrivo per sfogarmi; musica e parole si sono fuse spontaneamente.
Rovescio Magazine: Da dove parte l’ispirazione delle tue canzoni?
Dimaggio: Nascono dalla pancia, da un bisogno irrazionale di chiarire qualcosa.
Rovescio Magazine: Com’è nato il tuo EP A me non serve niente?
Dimaggio: È stato un traguardo raggiunto con la mia squadra, frutto di mesi di lavoro duro e crescita.
Rovescio Magazine: Il video Le nonne e le chiese è arrivato su MTV Music. Come ti sei sentito?
Dimaggio: Essere capito è fondamentale; è stata una boccata d’aria fresca tra le ansie di chi fa musica originale.
Rovescio Magazine: Quanto conta per te la musica nei contesti queer e LGBTQIA+?
Dimaggio: È uno strumento di riconoscimento e serenità, fondamentale per sentirsi legittimati a esistere.
Rovescio Magazine: Come mantieni la fedeltà alla tua scrittura in un panorama dominato dall’immagine?
Dimaggio: Cerco di allineare scrittura e immagine per rendere il mio lavoro coerente e completo.
Rovescio Magazine: Quali sono i tuoi sogni per il futuro?
Dimaggio: Voglio soddisfazione personale e amore, restare connesso a me stesso e alle persone che amo.
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Credits
Artists: Iole @ioleinsta
Yamas @yamas_official_
DDUMA @chiaradduma
Dimaggio @dimaggio.ssb
Visual project for Iole: Rosa Pia Cristiano @shizuka_rc
Photo: @lorenzoodefilippo @shizuka_rc @nicolababa
Con il contributo di:
@krous.mp3 | @tropporecords | @adamusicitaly | @fabriziomigliorelli
@bestproduction_ | @mcmusicproduction2024 | @micheledeliamusic
@adastradischi | @machweo
@alpacamusic @bigtimeweb @odino______
Rovescio active: @lafonderiastudio | @niky_corrado

Nel cuore del Salento, tra ulivi e vento, La Fonderia situata ad Andrano (LE) è più di uno studio di registrazione: è uno spazio creativo dove la musica prende vita. Nato per offrire ai musicisti, emergenti e affermati, un ambiente professionale e libero, permette di sperimentare, registrare con qualità e coltivare progetti indipendenti.
In un territorio lontano dai grandi centri musicali, La Fonderia rappresenta un modello di innovazione culturale dal basso, fatto di collaborazioni, ricerca e rispetto per il processo creativo. Rovescio Magazine sostiene realtà come questa, che mantengono viva la cultura locale e valorizzano un’arte radicata nei luoghi autentici, oltre i circuiti tradizionali.



















