published by Paola Carbone
SYNTHMA – il primo battito della Nuova Carne
Nel ventre molle della materia – traslucida, sintetica, lubricamente viva – pulsa SYNTHMA: un cuore di plastica che non batte, ma ascolta. È lì, nel mezzo. Una bestia quieta, un’intelligenza epidermica. Tocchi, e ti tocca. La carezza diventa comando, l’incontro si fa suono.
Σύνθημα: la parola d’ordine, il segnale cifrato. Ma qui non c’è nulla da ordinare, nessuna gerarchia del senso. Qui il gesto è la parola, il contatto è l’innesco. Tu entri, e lei – la cosa – si desta. Vibra. Ride di plastica, geme in frequenze. Ti restituisce ciò che sei: rumore. L’ambiente non è che pelle tesa, membrana condivisa. Non ti accoglie: ti ingloba. Ti mastica. Tu sei l’intruso, l’inquinante. In un mondo dove la plastica infesta il vivente, qui è il vivente che infesta la plastica. E la plastica si vendica con grazia, con stile, con olfatto. Non si parla di protesi del reale. Qui il suono non si ascolta: si respira, si subisce, si indossa.
SYNTHMA non interpreta, non rappresenta. Agisce. È presenza, è allarme, è l’osceno della materia che si fa soggetto. SYNTHMA attraversa i corpi senza assorbirli, li distorce, li replica, li trattiene come scorie sensibili, memorie fuse nella pelle del sistema. Ogni gesto incide, ogni presenza si imprime: un’eco opaca, un calore che resta. La materia non restituisce forma, ma intensità. Un tremore che persiste, un riflesso che si torce nel contatto, un feedback viscerale che non smette di rispondere. Qui si tocca, si annusa, si perde l’orientamento. L’opera non si guarda, ti guarda. E se non sei pronto a sporcarti di presenza, meglio restare fuori.
S.ROSA e V. PROCINO

S.Rosa classe 1994 esordisce costruendo intorno a sé il terreno per la prima fioritura e nella primavera del 2023, lasciandosi alle spalle quattro anni di sperimentazione solitaria, esordisce con ERGO mostra personale nei sotterranei di Lecce. Dopo il debutto seguono esibizioni collettive: Milano con Art Is Young presso ADI Museum 2023, Lecce Art Week edizioni 2024 e 2025, Cracking Catalitico per la rassegna Cronache dal Futuro presso Asfalto Teatro 2024, Galleria Azur Berlino 2024, Casa Milà Barcellona 2024, Spazio Progetto di Jamie Sneider 2025, Premio Giuliano Nozzoli Livorno 2025. La lavorazione materica dell’artista parte dalla “forma quadro” in diverse declinazioni, per poi sperimentare la scultura, fino ad approdare alle opere relazionali e alle installazioni multimediali. La sperimentazione di S.Rosa si divincola nella materia caotica tra corpi insignificanti; quegli stessi corpi raccolti, accumulati, infiammati e modellati che provengono dal rifiuto accolto lungo le strade sensibili al suo passare. Il passaggio è silenzioso, il gesto è illuminato da grandi occhi orbi di luce
piantati nei marciapiedi. La modellazione della materia plastica si mescola ad elementi di varia origine dal ferro al legno fino a sfiorare il collasso nella vacillante densità di corpo informe. L’intento è il punto di incanto, il tentativo in partenza fallimentare di trasmutare il rigetto, il rigurgito in una cascata d’oro liquido.

Si occupa di arti elettroacustiche e multimediali, di progettazione culturale, editoria e grafiche per iniziative culturali ed artistiche. Per la composizione acusmatica nel 2024 ha ricevuto la menzione d’onore per la qualità della sua opera “Chirurgia dell’urbanistica ionica” al Prix Russolo; è stato selezionato all’interno delle Call del Muslab (Messico/Argentina/Ecuador); dell’ICMC (Seoul); del Sonic Scope Journal (Londra); ha pubblicato il DVD/CD “Nel pa(e/s)saggio” (Haze Auditorium, 2023). Come performer ed interprete elettroacustico si è esibito presso i festival Ma/In (Matera/Lecce/Potenza 2019-2021), IX International FKL Symposium On Soundscape (San Cesario di Lecce 2019), Dissonanzen (Napoli 2021), Aaltra (Lecce 2019-2021), RECordis (progetto Culture Moves Europe di Goethe Institut, Taranto 2024, nell’ambito del quale è stato Mentor di Sound Art e Musica Elettronica), CORA Dance Festival (Taranto 2024) e presso Radio3 Suite (concerto “Memorie al futuro” di Germano Scurti, 2022). Come interprete acusmatico ha conseguito il primo premio al 12° concorso internazionale di interpretazione spazializzata “Espace du Son” a Bruxelles nel 2024; ha partecipato alla messa a punto della configurazione attuale dell’acusmonium M.ar.e., della cui èquipe fa parte occupandosi anche di didattica della composizione e dell’interpretazione acusmatica; ha frequentato lo stage estivo con il collettivo Motus a Crest (Francia) nel 2022 esibendosi nel saggio finale e nel festival Futura e, nel 2021, la masterclass con Dante Tanzi ed Eraldo Bocca su acusmonium Audior. Le sue installazioni sonore e multimediali e le sue opere audiovisive sono state ospitate da In Vitro Artificial Sonification (a Irsina 2019 durante una residenza artistica per la quale era stato selezionato), dal Ma/In (Lecce/Matera, commissione 2022), dalla Scuola di Fotografia Linea Project a Lecce nel 2021, ArteScienza (Goethe-Institut Roma, 2019-2022) e Anamórphosis (Conservatorio di Musica di Lecce 2019,2021).
SYNTHMA: la creatura sensibile
a cura di Nicola Mariano

Il titolo, SYNTHMA, richiama il greco σύνθημα : parola d’ordine, segno condiviso tra iniziati. In questo contesto, è la soglia d’accesso a un altro regime percettivo, un codice che si attiva solo attraverso il tatto, l’ascolto, l’invasione del corpo nello spazio. La forma principale è una sfera nera lucida, realizzata con materiali plastici rigenerati. Questa scelta non è casuale: la sfera è forma arcaica, attrattore universale, simbolo di perfezione irraggiungibile. Qui diventa nucleo sensibile dell’opera, zona di stimolazione tattile e acustica, cuore biologico della creatura. L’intero ambiente è foderato di plastica nera: pavimento, pareti, soffitto costituiscono una membrana unica, continua. Il pubblico entra scalzo o con copri-scarpe in plastica, per ottenere un feedback tattile diretto con il materiale e per rispetto nei confronti del corpo che lo ospita. In un mondo in cui la plastica è rifiuto, SYNTHMA rovescia la gerarchia: è l’umano l’intruso, il corpo estraneo che disturba il sonno della materia. E infatti: l’opera dorme. Nel suo stato iniziale, SYNTHMA è silente, in attesa. Solo l’ingresso di un corpo umano attiva i sensori di prossimità a infrarossi, che risvegliano la creatura, predisponendola al contatto. Il pubblico non accende SYNTHMA. La evoca. La relazione tra fruitore e installazione non è interfaccia, ma simbiosi. L’opera non si limita a reagire: chiede, assorbe, registra. Ogni spettatore deve decidere se toccare o restare fuori, se attivare il circuito o dissolversi nell’involucro. Il cuore tecnico dell’opera è costituito da un sistema di sensori piezoelettrici inseriti nella sfera, progettati da Alessandro Duma. Questi sensori rilevano pressione, sfregamento e contatto. I dati vengono elaborati in tempo reale da un software che Procino ha sviluppato durante la fase di progettazione, con l’aiuto dello stesso Duma. Il materiale sonoro è basato su un database preregistrato: una vasta raccolta di campioni audio ricavati tramite la tecnica di iper-amplificazione microfonica ideata da Procino stesso, che consente
di ascoltare le vibrazioni profonde della plastica – il suo passaggio da tensione a rilassamento, il suo respiro molecolare. Questi suoni-base vengono trasformati in tempo reale in base all’intensità e alla qualità del gesto del pubblico, attraverso processi di granulazione, morphing timbrico, riverbero e spazializzazione dinamica. All’interno del nucleo plastico è presente un altoparlante dedicato, integrato nel corpo della sfera, che fornisce un feedback acustico immediato al fruitore, rendendo tangibile la reazione della materia al contatto umano. Il sistema audio multicanale 6.1 diffonde il suono in modo immersivo: il pubblico non ascolta da fuori, ma si muove dentro il corpo sonoro dell’opera, attraversando campi dinamici e mutanti. In sala, l’esperienza è totalizzante. L’odore plastico, denso e industriale, viene diffuso attivamente da ventilatori, che lo proiettano nello spazio come parte integrante dell’ambiente. Anche l’aria è materia sensibile. Anche l’odore è interfaccia. Il progetto scenografico è stato realizzato con la collaborazione di Daniele Sciolti, tecnico con lunga esperienza in ambito teatrale, che ha affiancato Rosa nella realizzazione dei dettagli costruttivi dell’allestimento. SYNTHMA rappresenta l’esito della mutazione avviata con Das Ding: non più oggetto da osservare, non più performance da ascoltare, ma creatura sensibile da incontrare. Un’opera che non si esibisce, ma accoglie, che non dichiara, ma filtra, che esiste solo quando qualcuno osa toccarla. Suono, plastica, spazio: non più strumenti, ma tessuto connettivo. Una nuova carne collettiva, fragile e viva, che si tende, si difende, e vibra quando finalmente, entriamo.
CREDITS
Rosa e Procino
VINCENZO PROCINO
email: vincenzoprocino0@gmail.com
Instagram: @procino_v
S. ROSA
email: m.biagio3@outlook.it
Instagram: @s.rosa.3
Personale tecnico
ALESSANDRO DUMA – Tecnico elettronico
Instagram: @bibboranky
DANIELE SCIOLTI – Tecnico scenografo
Instagram: @danielesciolti
Performer
FRANCESCO RIZZO
Instagram: @gauna.music @origami.alpha
MARTINO DUMA
Instagram: @mastervax
Documentazione fotografica
LORENZO PAPADIA
Instagram: @lorpapadia
MAURIZIO GIANNUZZI
Instagram: @peter_ghiaccio
DALILA LEONETTI
Instagram: @laleo.tif @laleoph_atos
Produzione
M.AR.E. APS
email: acusmatica2004@gmail.com | website: http://www.festivalsilence.it | Instagram: @acusmaticasilence


SYNTHMA è stata prodotta con il sostegno concreto e ideale dell’associazione culturale M.ar.e. Musica & Arti Elettroniche, fondata a Bari nel 2004. Nata attorno al progetto del festival Silence e dell’omonimo acusmonium, M.ar.e. promuove da due decenni una ricerca costante sulle forme dell’ascolto contemporaneo, sulla diffusione e promozione della musica acusmatica, sulla sperimentazione intermediale e sul dialogo tra etica, ecologia e tecnologia. La collaborazione tra il collettivo e M.ar.e. nasce da una forte affinità di intenti, sia sul piano estetico che filosofico. Entrambe le realtà condividono una visione dell’arte come pratica critica delle tecnologie: non adesione entusiasta al digitale, ma uso consapevole, tattile, relazionale. Al tempo stesso, vi è un posizionamento comune contro l’obsolescenza programmata, contro l’idea di “usa e getta” applicata tanto agli oggetti quanto alle opere e alle esperienze. Nel caso specifico, M.ar.e. ha messo a disposizione del duo la strumentazione fondamentale per la realizzazione dell’opera: amplificatori, mixer, diffusori, cablaggi, supporti per la diffusione multicanale. Ma più ancora della dotazione tecnica, è stato l’ambiente di fiducia, rigore e apertura creativa sostenuto dall’associazione a permettere la piena fioritura del progetto. La realizzazione di SYNTHMA, nella sua ambizione installativa e nella sua sofisticazione sensoriale, non sarebbe stata possibile senza questa alleanza. L’associazione non è stata sponsor né partner, ma parte del corpo operativo dell’opera: una vertebra fondamentale della Creatura.




